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La
Chiesetta di S. Giacomo di Calì rappresenta,
con ogni probabilità, l'edificio più antico
di Gargnano. Collocato in riva al lago consiste
in una
cappelletta romanica di notevole interesse artistico,
con affreschi del XIII secolo. All'interno si trova
la cinquecentesca statua lignea di San Giacomo, da
cui la località prende il nome. L'attuale
porta risale al 500, come pure le due finestrelle
quadrate, fatte
aprire da San Carlo Borromeo durante la sua Visita
Apostolica avvenuta nell'agosto del 1580. Entrando
in Gargnano
si incontra la Chiesa di San Francesco (1289).
Sulla facciata, che presenta la caratteristica forma
di capanna,
una statua votiva (1301) raffigura l'immagine di Sant'Antonio
da Padova. Accanto alla chiesa sorge il Chiostro,
costruito nella prima metà del Trecento. Sui
capitelli s’incontra la rappresentazione di
cedri e limoni: la tradizione accredita proprio ai
frati francescani
il merito di avere introdotto la coltura degli agrumi
sulle rive benacensi. Il Chiostro custodisce anche
due
antiche tracce di età romana: una lapide (rinvenuta
nel 1837) dedicata a Nettuno e una piccola ara dedicata
a Revino, divinità locale. La devozione popolare
ha caratterizzato il paese: edicole votive, santelle
e pitture murali rappresentano un appuntamento assai
frequente per chi vive Gargnano ed il suo territorio.
La Chiesa parrocchiale di San Martino (1837),
opera dell'architetto bresciano Rodolfo Vantini, ha
particolarità
nella sua forma ellittica che richiama i maestosi templi
pagani. All'interno è accolta l'Ultima Cena,
attribuita alla scuola del Veronese oltre ad altri
quadri
di Giovanni Andrea Bertanza, Andrea Celesti, G. Bettino
Cignaroli e opere di scuola Lombarda del XV secolo.
Nella Settecentesca Chiesa della Santa Trinità
(conosciuta come Santuario del Crocefisso) sono conservati
24 pali processionali, con i simboli della Passione
intagliati nel legno. Ogni cinque anni, una processione
in onore del Crocefisso Miracoloso attraversa i paesi
della Parrocchia. L'Eremo di San Valentino (772
m. di altezza) osserva il Garda da una posizione privilegiata.
L’opera costituirebbe il ringraziamento di alcuni
gargnanesi per essere scampati alla peste del 1630.
Tra i luoghi da non perdere: la Santella di via Forni,
le Chiese di S. Pier d'Agrino e il
Santuario del Crocefisso.
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